L’Appaltatore investito da responsabilità anche sul progetto del committente

Con la recente sentenza n. 20214/2017 la Corte di Cassazione conferma che l’appaltatore è tenuto sempre e in ogni caso a rispettare le regole dell’arte. Rimane poi responsabile dei vizi imputabili ad errori di progettazione o direzione dei lavori, laddove, accortosi del vizio, non lo denunzi al committente palesando il proprio dissenso.

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Il Correttivo interviene sulla gestione dei pareri e delle interferenze.

L’articolo 17 del D.Lgs. n. 56/2017 introduce novità rilevanti al corpo dell’articolo 27 del D.Lgs. n. 50/2016 che disciplina le “Procedure di approvazione dei progetti relativi ai lavori”.

In particolare, il nuovo comma 1-bis prevede che nei casi di appalti conseguenti al ritiro, alla revoca o all’annullamento di un precedente appalto, basati quindi su progetti per i quali risultino scaduti i pareri, le autorizzazioni e le intese acquisiti, ma non siano intervenute variazioni nel progetto e in materia di regolamentazione ambientale, paesaggistica e antisismica né in materia di disciplina urbanistica, restino confermati, per un periodo comunque non superiore a cinque anni, i citati pareri, le autorizzazioni e le intese già resi dalle diverse amministrazioni o dagli enti interessati dai lavori.

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La risoluzione del contratto

A seguito della recente approvazione del decreto correttivo appalti n. 57/2017, vengono confermate, seppur con limitate modifiche, le previsioni dell’art. 108 del Decreto Legislativo n. 50/2016 in tema di risoluzione del contratto.

Il decreto correttivo con l’art. 72 introduce infatti le seguenti modifiche:

a) al comma 1, lettera d), le parole: “… o di una sentenza passata in giudicato per violazione del presente codice” sono soppresse;

b) dopo il comma 1 è inserito il seguente: 1-bis. Nelle ipotesi di cui al comma 1 non si applicano i termini previsti dall’articolo 21-nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241.”;

c) al comma 3, le parole: “Quando il” sono sostituite dalla seguente: “Il” e la parola: “accerta” è sostituita dalle seguenti: “quando accerta”.

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Il Certificato di Ultimazione

Nei lavori pubblici il Direttore dei Lavori attesta la chiusura del periodo esecutivo e verifica se i lavori siano stati eseguiti o meno nel rispetto dei termini contrattuali mediante il Certificato di Ultimazione. Dalla data del certificato decorre il termine di sei mesi per l’emissione del Certificato di Collaudo.

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La programmazione dei lavori pubblici

L’art. 21 del D.Lgs. n. 50/2016, come modificato dal D.Lgs. n. 56/2017, dispone sia in tema di programmazione dei lavori sia in tema di acquisti di beni e servizi prevedendo, al comma 1, che le amministrazioni aggiudicatrici adottino il programma biennale degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei lavori pubblici, nonché i relativi aggiornamenti annuali.

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Seminario sul codice dei contratti e sulla qualificazione della stazione appaltante

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma ha organizzato un ciclo di seminari sul codice dei contratti e sulla qualificazione della stazione appaltante. Tra i relatori l’ing. Ettore Barbieri, direttore tecnico della Tecnilex Engineering e componente esperto del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che sarà presente nei giorni 24 e 29 maggio.

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Correttivo Appalti: il computo metrico estimativo entra a far parte dei documenti contrattuali

Il recente correttivo appalti di cui al D.Lgs. 56/2017 ha introdotto una importante novità in tema di “Modalità di affidamento” di cui all’art. 32 del Codice 50/2016.

In particolare, con l’art. 22 del decreto correttivo 56/2017, viene introdotto il comma 14-bis al richiamato art.32 per prevedere che i capitolati e il computo estimativo metrico richiamati nel bando o nell’invito facciano parte integrante del contratto.

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LE VARIANTI IN CORSO D’OPERA NEL NUOVO CODICE

 

Il nuovo Codice dei contratti disciplina le varianti in corso d’opera con l’articolo 106 nell’ambito delle “Modifiche dei contratti in corso di validità”, conformemente all’art. 72 della Direttiva n. 2014/24 UE e all’art. 89 della direttiva n. 2015/25 UE.

Il primo comma di detto articolo, dopo aver precisato che le modifiche, nonché le varianti, dei contratti di appalto devono essere autorizzate dal RUP, individua i casi in cui le modifiche al contratto possono ritenersi ammissibili. Precisa, inoltre, che la possibilità di introdurre tali modifiche deve essere prevista negli atti di gara, in clausole chiare, precise ed inequivocabili. Tutto ciò a prescindere dal loro valore economico.

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