L’accordo ANAS-MIBACT sui ritrovamenti archeologici

Con il rivoluzionario protocollo di intesa del 17 gennaio scorso ANAS e MIBACT tentano di risolvere una delle problematiche che ha storicamente condizionato la realizzazione delle opere pubbliche nel nostro paese. Il rinvenimento e la gestione di reperti archeologici.

È nota la frequenza di rinvenimenti che per diverse ragioni hanno alterato l’originaria programmazione dei lavori e causato abnormi protrazioni.

Il protocollo stabilisce una sinergia tra ANAS e MIBACT e punta a riqualificare i reperti mediante un percorso condiviso e l’introduzione di una nuova figura denominata “Archeologo di Cantiere”. A questo viene demandato il monitoraggio dei lavori sotto la supervisione della stazione appaltante.

Si tenta quindi di facilitare il processo di risoluzione dell’interferenza archeologica tramite la gestione unificata dei rapporti e dei processi delle istituzioni coinvolte con l’obbiettivo di coniugare riduzione dei costi, tutela del patrimonio e contenimento temporale dell’intervento.

Il documento promuove la raccolta fondi per il restauro, la conservazione e la valorizzazione dei siti e dei reperti anche al fine di far beneficiare i propri donatori delle agevolazioni fiscali dell’”art bonus”.

In tal modo il protocollo dovrebbe favorire le iniziative dirette al fund raising destinato al recupero e al restauro dei reperti, permettere la valorizzazione sistematica dei beni culturali anche mediante la cooperazione tra enti pubblici, territoriali e privati e attraverso la promozione del binomio cultura-infrastrutture anche con iniziative espositive.

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